PALEO E ARCHEOASTRONOMIA:

 

Cosmogonia e Costellazione-Generatrice


La Cosmogonia è lo studio dell’origine della vita. La cultura cosmogonica è la tendenza a cogliere il più possibile dell’essenza della vita, in modo da vivere armonicamente con essa.
Un primo approccio alla cosmogonia è il prendere atto che le popolazioni primitive identificavano alcune zone del cielo da cui ritenevano provenissero gli spiriti degli antenati. Per la tribù attuale degli Aghin-Buriati la costellazione-generatrice è costituita dalle Pleiadi, per gli Egizi e per i Celti la costellazione-generatrice è Orione, per i Sami della Lapponia la costellazione-generatrice è la mitica Alce, formata da Perseo e Cassiopea insieme, per la tribù australiana dei Wotjoballuk la costellazione-generatrice è la Croce del Sud, mentre per i Maya è il Sagittario. Dopo la morte l’imperatore della Cina diventava una stella dell’Orsa Maggiore, che sembra essere stata la costellazione-generatrice dei Sardi- come mostrano le coppelle incise nell’ipogeo di “Sas Concas” (2 700 a.C.) – ed anche degli Indiani del Nord America.
Sembra che le costellazioni-generatrici fossero formate da stelle circumpolari, cioè quelle stelle che nell'Egitto del 2400 a.C. erano chiamate le stelle-che-non-cadono, e che quindi erano considerate simbolo-della-vita-eterna.
Verificata la diffusione del principio della costellazione-generatrice in tutte le parti del mondo, rimane il problema del comprendere come le varie etnie abbiano scelto una propria costellazione-generatrice. Non disponendo di fonti originali, l’apporto degli studiosi di campi vibrazionali appare indispensabile per formulare una ipotesi relativa a questo tema, attraverso il Principio di Risonanza dei Sistemi.
Secondo la fisica quantistica tutto è vibrazione, tutto è energia, e la materia è solo una piccola parte di questa energia, bloccata in frequenza.
Per questa moderna teoria della fisica ogni realtà esiste in funzione di una frequenza che ne identifica la vibrazione. Gli antichi shamani, evidentemente consci della completa trasfigurazione vibrazionale di ciò che è vivente, potrebbero aver scelto di accordarsi con le frequenze emesse da varie stelle, per cercare di mantenersi in armonia, vivi e vitali, distaccati dalla contingenza terrestre, ed orientati secondo il Principio di Trascendenza.
La comune visione cosmogonica, il comune abbraccio del Principio di Trascendenza, potrebbe averli indotti a rapportarsi con le frequenze siderali, partrendo dalle varie nature elettromagnetiche dei rispettivi territori di appartenenza (influenzate dai minerale, dalle acque ecc.).
Da ciò una differente sequela di accordature armoniche, a noi giunte con la differenziazione delle costellazioni-generatrici.
Da queste possibili intuizioni viene di conseguenza - nella tradizione antica - il tentativo di rappresentare il Cielo sulla Terra, che le Tavole Smeraldine di Ermete Trimegisto già avevano così indicato in una delle dieci preposizioni: “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare il miracolo di una cosa sola”.
Le Tavole Smeraldine, così dette perché trascritte su una lastra di smeraldo, furono rinvenute in una tomba egizia in epoca pre-cristiana, e furono tradotte in Latino dall’Arabo, nell’anno 1250.
Si noti l’assonanza con la preghiera del Padre Nostro, ove si recita: “sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in Terra".