PALEO E ARCHEOASTRONOMIA:

 

L'Ara del Persico

 

Il toponimo deriva dalla voce paleo-umbra “persklum” = pietra altare. Il sito è una costa a strapiombo sul mare delle Cinque Terre, di cui esiste già citazione nei seguenti documenti del Monastero di San Venerio del Tino, giacenti presso l’Archivio di Stato di Torino:
- atto del giugno 1161, in cui è riportato come serra de Persico (Giorgio Falco, vol. I, pag. 61, rigo 22);
- atto del 17 ottobre 1214, in cui è riportato come Costa de Persico (Giorgio Falco, vol. II, pag. 28, rigo 31).
Davanti alla pietra-altare, che presenta un cerchio di nove coppelle con coppella centrale e canalicoli, esiste un isolotto a cuspide, identificato in carta nautica come “Scoglio Ferale”(luogo di morte, poiché un ufficiale di marina riconosciuto omosessuale andò a suicidarvisi) che è conosciuto invece dagli indigeni come “A Gagiarda” (La Gagliarda).

 

Figura 1 - Riviera spezzina: l’ ara del Persico (persklum) (foto E. Calzolari)

 


Figura 2 - Riviera spezzina: L’isolotto detto “La Gagliarda” - Sullo sfondo si può osservare il profilo della costa liguredi ponente (foto di Paolo Donato).

Oltre che dal toponimo, dalla presenza del cerchio di nove coppelle con coppella centrale e dalla forma cuspidata dell’isolotto, la sacralità del sito è rafforzata dall’allineamento - visibile nelle giornate particolarmente chiare – esistente fra la pietra-altare, l’isolotto a cuspide e la cuspide del Monviso, che si staglia netta dalla catena delle Alpi Marittime.
Si noti come il nome di questo monte nasca proprio dal fatto che è visibile tutt’attorno senza possibilità di essere confuso con altri (Vesulus mons, quia videtur a longe solus - Isidoro da Siviglia). La configurazione dell’isolotto, come pietra conica “naturale”, ci fa ritenere che sia stata oggetto di particolare venerazione nei culti della fertilità, perché plasmata direttamente dalla Dea Madre, creatrice della natura, dispensatrice della vita e della morte, e quindi più sacra di ogni altro manufatto plasmato od infisso dalla mano dell’uomo.
Gravitano attorno all’ara e all’isolotto anche i reperti di Schiara (etimologia celtica da skeir = rocce) costituiti da:
- il trilite (tre menhir affiancati);
- la tholos;
- il reperto di Fossola (incisione del cerchio solare con croce);
- i “segni oculari” o coppelliformi di Monasteroli, chiamati dagli indigeni “ombelichi”.
L’ara del Persico è posta sotto ad uno sporgente di roccia chiamato Teccia di Merli, presso la quale è stata rinvenuta una pietra rotonda con cinque fori (quasi una palla da bowling) simile a quella che è presente nel Museo del Piagnaro in Pontremoli.
Due coincidenze particolari si verificano fra il Persico e le isole Egadi. Nell’isola di Levanzo, davanti alla Grotta del Genovese, che ospita pitture rupestri del 15 000 a.C., esiste un isolotto cuspidato del tutto simile allo Scoglio Ferale.
Nell’isola di Favignana, nella penisoletta che è posta davanti alle “Grotte dell’Ucceria”, già frequentate nella preistoria, esiste un analogo rilievo a forma conica. I due siti sono reciprocamente visibili.
Alla similitudine formale (elementi cuspidati) si potrà aggiungere anche la similitudine dei toponimi Levanto – Levanzo (dalla tribù ligure dei Leivi)?
L’argomento è scabroso, ma oggi nuovi elementi si inseriscono nella disputa glottologia. Trattasi delle identità emerse negli studi di biologia molecolare del prof. Piazza (pubblicati già nel 1991 sulla rivista “Le Scienze” nell’articolo “La storia genetica della popolazione italiana”) che mostrano come la popolazione della Sicilia occidentale abbia lo stesso sangue dei Liguri. Ciò rafforza l’ipotesi di una comune etimologia dei toponimi liguri Lerici - Téllaro - Entella - Segesta e dei toponimi siculi Erice - Tèllaro - Entello - Segesta (Erice e Lerici dalla voce celtica eruk = l’albero sacro del leccio; Téllaro e Tèllaro dalla voce greca Tellus + ara = l’ara della dea Terra; Entella ed Entello dalla voce osco-umbra entelus = il fuoco sacro; Segesta dalla voce latina seges = campi coltivati a messi).
Le fonti storiche – peraltro finora inascoltate o ritenute false - avevano già detto che “gli Elimi vennero tre generazioni prima della guerra di Troia dalla Liguria in Sicilia” ( Ellanico di Mitilene - VI secolo a.C.).

 

Figura 3 - Fossola di Schiara - La pietra, sovrastante lo Scoglio Ferale (La Gagliarda) che porta inciso il disco solare con la croce inscritta (croce celtica)(dal libro “La Comunità di Fabiano-segni, riti e miti di Indoeuropei, Celti e Ariani sulle alture del Golfo della Spezia” di Enrico Calzolari)