PALEO E ARCHEOASTRONOMIA:

 

La Verga del Rabdomante a Rotazione Verticale


Nelle incisioni del Sentiero 118 CAI di Lunigiana è emersa la presenza di una simbologia che sembra attenere alla verga del rabdomante a rotazione verticale, peraltro affiancata da una linea verticale (figg. 1 – 1a).
L’immagine è contenuta nella complessa incisione che, esaminata dal prof. Roberto Chiari dell’Università di Parma con la spettrografia, ha mostrato frammenti dei materiali con cui è stata incisa, e cioè tre frammenti di diaspro e due di calcedonio.
I tre frammenti di diaspro provengono dal giacimento di Chiavari-Maissana, mentre per il calcedonio non esistono ancora banche dati.
L’incisione, effettuata su pietra arenaria, all’esame delle modificazioni subite dagli strati superficiali, è apparsa molto antica (si veda la relazione peritale in file specifico).
E’ da ritenersi che la verga a rotazione verticale, per la sua forma, sia stata realizzata con il rame.
A fornire conferma ulteriore a questa ipotesi, e cioè che popolazioni della Lunigiana e della Liguria avessero già utilizzato la verga da rabdomante a rotazione verticale, sta il ritrovamento, presso la Grotta del Roccaro nel Finalese - dotata di una bellissima balconata di menhir (fig. 2) - di una analoga incisione (fig. 3).
Una prova dell’utilizzo di verga del rabdomante, in questo caso a rotazione orizzontale, sembra potersi riconoscere nell’immagine di Porto Badisco, riportata da Paolo Graziosi nel suo prezioso volume sulla “Grotta dei Cervi”, il complesso pittorico neolitico più imponente d’Europa (fig. 4).
Una intera disamina dei complessi simboli presenti in questa grotta non è ancora stata portata a termine (si veda lo studio sui fosfeni di Laura Leone).
Sostegno alla conoscenza di elementi geomantici del territorio - scorrettamente considerati come esoterici da parte degli studiosi razionalisti, che confondono i due campi dell’elettro-magnetismo e della spiritualità, e per negare questa negano il tutto - è inoltre fornito dall’immagine della presenza di linee di energia nell’altare VI.A.66 di Çatal Hüyük (5 800 B.C.) immagine che non risulta ancora pubblicata integralmente in Italia, invece disponibile nel testo di Anne Baring e Jules Cashford “The Myth of the Goddess” – Arkana, Penguin Books (fig.5)

 

Figura 1-1a - Sentiero 118 CAI di Lunigiana - Incisione esoterica, che nella parte destra mostra la verga del rabdomante a rotazione verticale (foto E. Calzolari).

 

Figura 2 - Liguria Occidentale - Finalese = la balconata di stele antistante la Grotta del Roccaro, prossima al ben più noto e studiato “Riparo del Ciliegio”, distante cinquanta metri. Trattasi di un unicum nel suo genere (foto E. Calzolari).

 

Figura 3-4 - Finalese = Incisione esistente al di fuori della Grotta del Roccaro, che appare del tutto simile alla verga del rabdomante a rotazione verticale, presente nell’incisione rupestre del Sentiero 118 CAI di Lunigiana.

 

Figura 5 - Grotta dei Cervi di Porto Badisco (Puglia) = antropomorfo con bacchetta da rabdomante a rotazione orizzontale. In questa grotta è contenuto il più grande complesso di simboli sciamanici dell’Europa Neolitica (trattasi di grotta di 600 metri di lunghezza, decorata in entrambi i lati)(ingrandimento dal volume di Paolo Graziosi).

 


Figura 6 - Immagine pubblicata nel libro “The Myth of the Goddess” di Anne Baring & Jules Cashford