PALEO E ARCHEOASTRONOMIA:

 

MEGALITISMO e megalitismo


Nel “Dizionario di Preistoria” diretto da André Leroi-Gourhan, alla pagina 390 del volume I, se ne legge la definizione come “antiche costruzioni realizzate almeno in parte con blocchi di pietra di grandi dimensioni (megaliti)…..Questa prima forma di architettura in pietra nella storia dell’umanità compare dunque sulle coste dell’Atlantico fin dalla metà del V millennio…”.
Si fa cioè riferimento alla costruzione di tombe collettive neolitiche, di cui esistono grandi esempi nell’Europa Atlantica.
Essendo quindi una tipologia archeologicamente consolidata, si ritiene dover scrivere questo termine come “Megalitismo”, lasciando invece la scrittura del termine come “megalitismo”, con la m minuscola, quando si fa riferimento non alle costruzioni di tombe monumentali, bensì a tutte quelle altre tipologie di megaliti (semanticamente “grandi pietre”) come i dolmen, le strutture dolmeniche, i pseudo-dolmen, i cerchi di pietra, i menhir, siano essi semplici o disposti in circolo o allineati, i grandi levigatoti, gli scivoli della fertilità, le pietre coppellate, i quadrilithon, i trilithon, le pietre falliche, le pietre vulviformi, le pietre a sella semplice, le pietre a sella doppia, le canoe tantriche, gli allineamenti astronomici, i letti dei giganti, le tombe dei giganti, i cromlech, gli altari monolitici, sia piani sia con scanalatura centrale, oppure composti, formati da una base unica con tavola superiore, oppure da una tavola sorretta da più pilastri, le pietre con fori in posizione sub-verticale, le statue-menhir, le stele, le statue-stele, le talayot, le taula e quant’altro possa essere classificato come oggetto di azione antropica.
In particolare sembra opportuno chiarire, in apposita scheda, la distinzione che viene fatta circa i dolmen, i pseudo-dolmen e le strutture dolmeniche.
L’utilizzo dei megaliti viene generalmente accettato dagli archeologi per uso funerario, per uso rituale (cerimonie di offerte cruente o non cruente) per uso astronomico, ma ne viene messo in discussione l’uso vibrazionale, cioè viene messa in dubbio la instaurazione di rapporti frequenziali fra l’uomo e la pietra (interazioni fra geo-masse e bio-masse). Una eccezione in tal senso viene accolta per gli scivoli della fertilità, ma non tanto in senso geomantico ( scivoli posti in luoghi particolari ove vengono percepite ed utilizzate emissioni che provengono dal sottosuolo) ma morfologico, per semplice presa d’atto della levigatura di tali pietre, che venivano così utilizzate perché dotate della giusta pendenza.
La diffidenza allo studio delle interazioni fra geo-masse e bio-masse appare incomprensibile alla luce della nuova fisica quantistica, ma appariva incomprensibile ancora prima, alla luce delle testimonianze che provengono dalla documentazione archeologica. Si vedano:
- l’altare VI.A.66 di Çatal Hüyük, in cui vengono indicate chiaramente le linee di energia fra le due dee, pubblicato alla pagina 90 del libro “The Myth of the Goddess”, di Anne Baring e Jules Cashford (si veda il file “Dal megalitismo alla lettura delle coppelle”);
- la pittura rupestre della Grotta di Porto Badisco, la più grande grotta shamanica del Bacino Mediterraneo, in cui appare l’antropomorfo con la bacchetta da rabdomante (pubblicazione del Graziosi)(si veda il file “La verga del rabdomante a rotazione verticale”);
- l’incisione rupestre del Sentiero 118 CAI di Lunigiana, che, studiata con la spettrografia, risulta fatta con diaspro e calcedonio, ed in cui si legge la verga del rabdomante a rotazione verticale, del tutto simile alla verga che appare all’esterno della Grotta del Roccaro , nel Finalese. Mentre l’incisione della Grotta del Roccaro non risulta essere stata mai pubblicata, l’incisione del Sentiero 118 CAI è stata presentata al Valcamonica Symposium 1996, e risulta pubblicata nel Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici N° 29 (C.C.S.P. - Capodiponte) alla pagina 9, e nel quaderno del territorio a titolo “Misteri di Lunigiana…quella divina lasagna”, alla pagina 18 (Luna Editore, la Spezia) (si veda il file “La verga del rabdomante a rotazione verticale”).

 

Figura 1 – Esempio di “megalitismo”(concettualità definita in antropologia del sacro ed in paleoastronomia – per precauzione indicato con minuscola) (foto di Alessandro Calzolari)

 

 


Figura 2 - Esempio di Megalitismo (concettualità definita in archeologia – per precauzione indicato con maiuscola)(foto di Nucci Nerio)