PALEO E ARCHEOASTRONOMIA:

 

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PARMA
Istituto di Petrografia
Viale delle Scienze, 78
43100 Parma


Prof. Roberto Chiari Parma, 30.09.1996

 

La patina d’alterazione superficiale, costituita da cianobatteri e licheni grigi, è stata rimossa in due fasi.
La prima fase, utilizzando una spatola di plastica dura, sino a rimuovere il substrato autigeno, costituito da Gesso e Wedellite (solfati + ossalati biidrati).
Lo spessore medio è risultato essere sui 3 mm.
Il prodotto di rimozione è stato asportato con un impacco di cellulosa.
La seconda fase, utilizzando una spatola di acciaio, sino a raggiungere la roccia inalterata (una arenaria feldspatica d’età oligocenica).
Lo spessore medio è risultato essere sui 4 mm.
Il prodotto di rimozione è stato asportato con un impacco di cellulosa.
I campioni così ottenuti, dopo l’essicamento in muffola, sono stati analizzati preventivamente allo stereoscopio. Il campione della patina superficiale conteneva solo minerali autigeni e frammenti della colonizzazione organica.
Il campione della patina più profonda conteneva quarzo + feldspati argillificati + miche di dimensioni centimicrometriche + alcuni frammenti litici di dimensioni millimetriche.
Questi frammenti litici sono stati analizzati con un SEM JEOL 6400 + EDS Tracorn Northern.
L’analisi petrografica preliminare ha permesso di distinguere:
-n.2 frammenti di Diaspro
-n.3 frammenti di Calcedonio.
L’arenaria della roccia non ha, nella sua composizione mineralogica d’ossatura, dei litici di questo tipo, sia come mineralogia, sia come granulometria.
E’ quindi evidente che i frammenti litici sono residui di una lavorazione, antecedente alla patina di Gesso, Wedellite, Cianobatteri e Licheni grigi.
E’ altrettanto evidente che l’attuale positura suborizzontale, a cielo aperto, non può essere stata la sua originaria, data l’estrema solubilità della paragenesi autigenica citata.
Allo stato attuale delle ricerche, si ipotizza:
1)- una posizione originaria subverticale in parete
2)- un valore originario del petroglifo notevole, dato l’impiego di utensili litici diversificati (Diaspro per un probabile lavoro di sgrossatura, Calcedonio per probabili rifiniture).