PALEO E ARCHEOASTRONOMIA:

 

Il sentiero 118 C.A.I. di Lunigiana


Essendo la Lunigiana una terra montuosa e ricca di passi, il C.A.I. di Lunigiana ha provveduto a segnalare tutte le vie ascensionali verso i crinali, determinando un sistema di sentieri numerati. Il -Sentiero n. 118 del C.A.I. di Lunigiana- è un sentiero che si trova in Comune di Bagnone, e che, partendo da Treschietto, sale fino al Passo di Badignana (Monte Matto) segnando una antica via di transumanza.
La cartografia in cui questo sentiero viene riportato integralmente è rappresentata dalla Carta dei Sentieri e dei Rifugi “Appennino Tosco-Emiliano - Valli del Caprio, del Bagnone, del Cedra, dell’Enza, del Taverone, del Secchia, del Rosaro, del Dolo – Edizioni Multigraphic, Firenze mentre la parte terminale è rappresentata dalla analoga Carta Multigraphic che contiene i gruppi montuosi del Monte Zuccone, del Monte Gottero, del Monte Cucco, del Monte Molinatico, del Monte Borgognone, del Monte Orsaro, del Monte Marmagna, del Monte Matto e del Monte Sillaba.
Il fortunato studio del Sentiero 118 C.A.I. di Lunigiana è avvenuto in conseguenza di una ricerca (non ancora conclusa) di un altare celtico – formato da una grande pietra triangolare poggiata su tre colonnine costruite con pietre, ornata di una incisione rappresentante il dio Cernumnos, con serpente e torque – raffigurata in una fotografia che venne pubblicata sul libro “Incisioni rupestri e megalitismo in Liguria” e quindi resa esplicita in un disegno pubblicato sul Notiziario C.A.I. della Spezia - 1994 . Poiché lo scopritore, per ragioni di età, non è più in grado di raggiungere il sito, posto a 1.600 metri s.l.m., se ne sta cercando l’ubicazione per meglio studiare il cerchio megalitico e il suo altare, inspiegabilmente e irresponsabilmente tenuti nascosti per decenni, per ragioni certamente oscurantistiche. Durante queste ricerche è stato scoperto il grande valore del Sentiero 118, dovuto alla presenza di megaliti e di incisioni rupestri, con simbologie di carattere magico-sacrale ed esoteriche, che derivano dai seguenti elementi:
-All'inzio del sentiero, a quota 850 metri s.l.m., vi è una incisione geometrica che sembra legata ad un esoterismo più tardo (un semicerchio con rette ortogonali che si incontrano al centro e linea inclinata di 45°) che potrebbe essere fatto risalire al Templarismo o al Neo-Templarismo (figg. 1 – 2). Il riferimento ai Templari nasce dalla trattazione di una simbologia assai simile, che si rinviene alla pag. 21 del libro “I Templari guardiani del Santo Graal” di Franjo Terhart (Newton & Compton, Roma, 2002). Un altro possibile riferimento formale potrebbe essere trovato nel “Fil à plomb” di Montsaunès, che contiene simboli templari e richiama la ricerca del cubito con cui si potevano progettare le costruzioni dei Templari.
- A quota 900 metri s.l.m. vi è un’incisione che rappresenta un uomo antropomorfo che tiene nella mano sinistra il bastone di comando, arcuato (fig. 2);
- A quota 1350 metri s.l.m. si trovano due megaliti a forma di losanga, di cui uno con coppella centrale (a significare la Dea Madre Gravida) ed uno senza (a significare la dea Madre Vergine) (si veda Marija Gimbutas – Il linguaggio della Dea) (fig. 3);
- All'inizio, a metà ed al culmine del sentiero vi sono tre stele, che sono state cristianizzate mediante l'inclusione di formelle in marmo bianco di Carrara. La formella della stele centrale risulta asportata, quella della stele in basso rappresenta un giovinetto che viene invitato al cammino ascensionale da un personaggio che si ritiene sia San Giorgio(figg.5-6);
- La formella della stele posta in alto rappresenta lo Spirito Santo in forma di colomba(fig.7);
- A quota 1150 m s.l.m. vi è un'incisione rupestre, antichissima e particolarissima, contenente:
. la losanga attorniata da due tridenti;
. la verga da rabdomante a rotazione verticale, affiancata da una riga verticale;
. il templum (quadrato orientato verso i punti cardinali);
. un'angolo iscritto in un cerchio (fig.8).

A proposito del templum si riporta quanto scritto da Giacomo Devoto nella trascrizione delle Tavole di Gubbio: “La descrizione del tempio celeste pone problemi di carattere archeologico, oltre che topografico. I riferimenti topografici essenziali sono i seguenti: non si tratta di un tempio descritto in cielo o in terra, ma di un inquadramento del panorama, quale si presentava all’osservatore delle Pietre Augurali, allo scopo di distinguere la zona in cui si dovevano avvistare gli uccelli provenienti dall’occidente da quella degli uccelli provenienti da oriente…”.
L’incisione suddetta, di enorme importanza antropologica, è stata studiata con analisi geologiche avanzate, effettuate dal prof. Roberto Chiari dell’Istituto di Petrografia dell’Università di Parma .
L'analisi spettrografica dei corpi millimetrici, rinvenuti all'interno dell'incisione, ha dimostrato che questa è stata ottenuta incidendo l'arenaria con diaspro e calcedonio. Trattasi della prima incisione analizzata con questa metodologia nell'intero Appennino Italico.
Sotto l’aspetto delle etno-scienze il sentiero appare come un luogo di iniziazione, percorrendo il quale si poteva raggiungere una nuova consapevolezza dei misteri dell’universo e delle origini della vita. Assai significativa pare in questo senso l’informazione, ricevuta dal dr. Werner Weick, della Radio Televisione della Svizzera Italiana, di aver riscontrato in India una simile incisione rupestre (distretto di Hampi).
La scoperta dell’incisione, le analisi spettrografiche del prof. Chiari e la lettura esoterica della stessa sono state presentate nel Valcamonica Symposium del 1996.
Si veda a parte la riproduzione della perizia del prof. Roberto Chiari.

 

Figura 1 - Immagine di tipo esoterico, che si ritiene tarda, relativa al medioevo (o al periodo della cristianizzazione del sentiero, cioè al Neo-templarismo?) (foto E. Calzolari)

 

Figura 1a - Stilizzazione dell’immagine (E. Calzolari)

 

Figura 2 - L’antropomorfo con bastone di comando mostra nel lato sinistro la presenza di un angolo. Non si conosce esattamente il significato di questo simbolo, che appare altre volte nelle incisioni del sentiero (foto E. Calzolari).

 

Figura 3 - Le due losanghe appaiate (foto E. Calzolari)

 

Fig. 4 - La losanga con coppella centrale (secondo Marija Gimbutas simbolo della Dea Madre gravida) (foto E. Calzolari)

 

Figura 5-6 - La stele cristianizzata, posta all’inizio del sentiero (foto E. Calzolari)

Figura 7(NON DISPONIBILE MOMENTANEAMENTE)- La stele cristianizzata con la colomba dello Spirito Santo, posta al culmine del sentiero. La significatività della simbologia introdotta in periodo cristiano appare profonda, in termini di ascesi (cammino verso la visione della .celestiale presenza divina attraverso lo Spirito Santo) - (foto E. Calzolari)

 

Figura 8 - L’incisione esoterica di Monte Matto, che si rinviene anche in India, nel distretto di Hampi (foto E. Calzolari)