PALEO E ARCHEOASTRONOMIA:

 

Culto della Fecondazione


Nel Comune di Villa S.Antonio (Oristano) all’interno di un complesso megalitico caratterizzato da menhir, domus de janas, da una complessa canalizzazione di acque e da una grande strada in pietra (strada megalitica) è stata rinvenuta - su un lastrone di roccia leggermente inclinato, in prossimità di quello che doveva essere un antico corso d’acqua - una grande e profonda incisione tridimensionale che potrebbe essere catalogata come attinente ai culti della fecondazione ed in particolare della eiaculazione.
Oltre alle due incisioni che rappresentano un simbolo fallico ed un simbolo vulviforme, con foro di comunicazione, poste su un piano inclinato in modo che i liquidi possano scorrervi ed attraversarla, il tema è rafforzato da cinque coppelle poste in piano, a raffigurazione dell’apparato genitale maschile.
Il tema appare simile a quanto reso noto dalla missione francese dell’Istituto di Archeologia Orientale operante nel sito di Ayn-Asil (Oasi di Dakhla) e definito giornalisticamente come il primo graffito erotico della storia.
Un richiamo a culti della fecondazione ed in particolare della eiaculazione si rinviene nella Grotta di Porto Badisco, e specificatamente nel sito noto come “Grande Spirito”, ove esiste un pene-stalagmite, perennemente umido per lo stillicidio. Proprio grazie a questo stillicidio la parte superiore della stalagmite si sta riformando, dopo aver subito una rottura, in tempi preistorici.

 

Figura 1 – Oasi di Dakhla - L’incisione di Ayn-Asil, considerata giornalisticamente come il primo graffito erotico della storia (ingrandimento dal giornale “La Nazione).

 

Figura 2 - Villa S.Antonio (Oristano) - La grande incisione tridimensionale, con foro passante, attinente il culto della fecondazione (foto E. Calzolari).