PALEO E ARCHEOASTRONOMIA:

 

Un’ipotesi di lavoro: Osservatori Astronomici Megalitici nella fascia di latitudine attorno a 45°

 

Calzolari Enrico - Gori Davide


L’Associazione Ligure Sviluppo Studi Archeoastronomici (A.L.S.S.A.) fu fondata nel 1996 ed ha svolto da quella data ricerche di survey in diversi territori. Le varie scoperte sono state presentate in congressi internazionali, che hanno consentito di affinare la metodologia di lavoro, di allargare i contatti con discipline affini alla etno-archeoastronomia (shamanismo) e soprattutto con la geologia, disciplina questa indispensabile per accedere al megalitismo. A tale proposito occorre precisare che si è dovuto chiarire la distinzione fra il in senso lato (utilizzo antropico di grandi pietre) con il Megalitismo, branca conclamata della archeologia, come , intendendosi per “strutture domeniche” strutture interamente costruite dall’uomo.
Per quanto riguarda la ricostruzione delle mappe stellari del passato abbiamo fatto uso del programma “Project Pluto – Version7.0 – CD-ROM Star Chart”. Su consiglio del dr. Michael A. Rappenglück - che ha effettuato la ricostruzione del cielo del pozzo di Lascaux (16 500 a.C.) presso la Facoltà di Scienze Matematiche ed Informatiche della Università “Ludwig-Maximilians” di Monaco di Baviera, Dipartimento di Storia delle Scienze Naturali - non si utilizza detto programma al di là del 9 000 a.C..
Le varie realtà territoriali che hanno mostrato elementi di collegamento tra il cielo e la Terra, sia in termini di allineamenti (archeoastronomia) sia in termini di cosmogonia (etnoarcheoastronomia) sono risultati i seguenti:

I - PROMONTORIO DEL CAPRIONE ( 44°)
a)- Nel promontorio del Caprione è stato scoperto un costrutto megalitico, definito “quadrilithon”, in quanto formato da due strutture verticali che sono sormontate da una pietra superiore a forma di losanga, e che sono chiuse in basso da una grande pietra trasversale (la cui gobba fornisce la silhouette inferiore della farfalla dorata).
Questa struttura forma una apertura che viene penetrata al tramonto del solstizio d’estate dalla luce del Sole, la quale proietta in una grande pietra fallica, opposta, la forma di una farfalla dorata.
Il fenomeno inizia a formarsi alle ore 20.15 (ora legale estiva) e continua fino alle ore 20.50 purché non vi siano banchi di nuvole sulla Provenza e sulle Cinque Terre.
L’orientamento dell’apertura è stato calcolato in 299°, sia con l’uso della bussola, sia con l’uso dell’orologio astronomico e del programma computerizzato “Project Pluto”, sia con trasporti, resi alquanto difficili per i dislivelli e per la presenza del fitto bosco, eseguiti con il sestante e con il teodolite, di allineamenti derivati dalla vicina chiesa di San Lorenzo al Caprione, posizionata perfettamente in equinoziale, come da calcoli presentati nel maggio 1998 al Congresso di Storia della Fisica e della Astronomia, tenutosi a Como, in Villa Olmo. Il fenomeno è stato finora osservato dal 25 maggio al 28 luglio, in conseguenza sia del tempo atmosferico sia della crescita della vegetazione, che, avviene in maniera vigorosa. Il “quadrilithon” si trova al centro di un cerchio pietre, che contiene: una grande pietra-altare, perfettamente orizzontale;
- una stele spezzata;
- una pietra fallica;
- una pietra con seggio vulviforme;
- una grande pietra fallica su cui si forma la farfalla di luce.
b)- Dal cerchio di pietre si diparte una muraglia, orientata verso il Sole che tramonta al solstizio d’estate;
c)- A circa quaranta metri dal quadrilithon , lungo la suddetta muraglia, si rileva la presenza di un’esedra, cioè un sito circondato dallo stesso tipo di muro, posizionato trasversalmente ad esso, a forma di ellisse troncata.
d)- In direzione del massimo di amplitudine occasa visibile dal sito (302°) si rinviene un megalite, a forma di menhir, costruito in due tronconi, del peso di circa 120 quintali.
d)- Poco più in alto, nel sito denominato “Fondega”, si rinvengono alcune pietre a forma conica, con seggio vulviforme, che paiono di origine naturale, ma che, in quanto tali, contengono un messaggio ineluttabile, legato al culto di Shiwa, cioè alla natura maschile e femminile presente nel dio (da ciò nacque il kamasutra).
e)- Un altro elemento che richiama il culto di Shiwa si trova più in basso, nel sito di “Canaa Granda”. Si tratta di una grande pietra fallica che porta nell’estremità superiore una corona di sette coppelle con coppella centrale, che non può non essere di origine antropica. Congiungendo - nella Carta Nautica dell’Istituto Idrografico della Marina a titolo “Golfo di La Spezia” (1: 25 000) - il sito del “quadrilithon” con il sito della grande pietra fallica di “Canaa Granda”, e prolungando questo allineamento fino alle alture occidentali del Golfo, si scopre, con grande sorpresa, che questo allineamento va ad incontrare il sito del grande menhir (o meglio trilite) di Tramonti di Schiara: Ciò suggerisce ipotesi di presenza di percorsi e di aree organizzate di “geografia sacra”.
f)- Nello shamanismo eurasiatico la farfalla è l’animale psicopompo in cui avviene l’incorporazione dello spirito degli uomini per il ritorno al cielo, o meglio alla costellazione-generatrice (Orione per gli Egizi e per i Celti, Ursa Major per i Cinesi e per i Sardi, le Pleiadi per la tribù vivente degli Aghin-Buriati della Mongolia).

Osservando la suddetta carta nautica si rileva che l’ampiezza in latitudine del promontorio del Caprione va dai 44° 02’ N di Punta Bianca ai 44° 06’ N di Monte Canarino. Le coordinate riferite alla chiesa orientata di San Lorenzo al Caprione, pubblicate negli atti del convegno di Como (1998) sono: Latitudine 44° 05’ 23” Nord - Longitudine 09° 55’ 48” Est – h.s.l.m. m 230.

II - MASSICCIO CENTRALE DI FRANCIA - LOZÈRE (44°)
a) Una corrispondenza formale, in senso costruttivo, con diversa portata semantica, in senso astronomico, è stata individuata nel sito megalitco del Massiccio Centrale di Francia, denominato Château Vieux de Randon.(Regione Lozère) interessante toponimo che lascia trasparire una visione tutto intorno. Il costrutto megalitico è sormontato, come nel “quadrilithon” di San Lorenzo al Caprione, da una grande pietra a forma di losanga. In prossimità di questo costrutto si nota una bella grande coppella con canalicolo di scolo.
L’orientamento dell’apertura del costrutto è stato osservato in 320°, mediante l’uso della bussola.
Facendo ricerche con il Programma “Pluto” è emerso che alla mezzanotte del solstizio d’inverno dell’anno 3 000 a.C. la costellazione di Cassiopea era visibile in quel settore dell’orizzonte al momento del tramonto, e quindi avrebbe potuto venire osservata attraverso la grande apertura del costrutto(21 dicembre dell’anno 3 000 a.C. – ore 00:00 – altezza media delle stelle della costellazione 8.6° - azimuth medio 319.1° - posizione della costellazione verticale , con la stella Schedar alta 1,5° sull’orizzonte ed orientata a 319°, posizionata esattamente sotto la stella Gamma Cassiopeiae (Tsih) stella di cui gli antichi avranno certamente notato la variazione di intensità. Anche alla mezzanotte del giorno 24 dicembre dell’anno 3 116 a.C. si nota, nel programma, il tramonto di Cassiopea in posizione verticale, e ciò pare molto importante perché al tramonto dello stesso giorno (alle ore 16 50) il programma fornisce una situazione celeste spettacolare, cioè una congiunzione di Sole, Luna e Giove.
Nel sito si nota anche un camminamento, o trincea di massi, con orientamento Nord/Sud. La Latitudine del sito – punto geodetico della rete cartografica francese, indicato come “Signal de Randon”, posto a m 1 551 s.l.m. - è stata rilevata in 44° 39’ N (Longitudine 03° 32’ 12” E). La apertura visuale del sito è completa. Come si legge nella guida “La Préhistoire en Lozère”, (Comité Départemental du Turisme de la Lozère – 48 001 – Mendes Cedex).
Ciò consente l’ipotesi che popolazioni preistoriche presenti nel sito abbiano potuto fare ricerca astronomica (potrebbe trattarsi di discendenti diretti dei Maddaleniani?).
b) Una costruzione megalitica con analoghe funzioni astronomiche, rivolte però alla ricerca di funzioni calendariali svolte dal sorgere del Sole, è stata trovata nel vicino sito di Châteauneuf de Randon, collocato ad una elevazione un poco inferiore (m 1 286 s.l.m.). Anche qui l’apertura visuale del sito è completa (azimuth per 360°). I rilievi circostanti distano oltre dieci chilometri, con altezze che variano dai 1 300 ai 1 700 metri s.l.m.. La struttura è conosciuta come “Calvaire” in quanto sulla sommità sono state posizionate tre croci. Nel pianoro sottostante esiste una grande pietra piatta, sopra la quale sono stati collocati quattro massi, che definiscono tre aperture, che guardano verso il sorgere del Sole. Un’altra apertura, fatta come un tunnel inclinato, è rilevabile in senso opposto.
Nell’osservazione fatta il giorno 08 giugno 2001, alle ore 06 01 00 (ora estiva) il Sole è sorto, visibile all’interno di una di questa aperture, quella estrema, posta ad azimuth 56°, in direzione del rilievo montuoso denominato in carta “Mezenc”. Su questo stesso allineamento, pochi metri più in basso, si nota una grande pietra a forma di scarpa, nota come “Roche Branlante” (pietra che balla) perché spingendola opportunamente, oscilla. La gente del luogo conosce questo particolare, e nei negozi se ne vendono le cartoline, ma ignora la valenza astronomica della struttura. Contemporaneamente al sorgere del Sole, la Luna piena tramontava, essendo visibile all’interno della struttura a tunnel inclinata. Il programma “Pluto” ha fornito, per quello stesso momento, le seguenti coordinate altazimutali della Luna: h = 12,8° - azimuth = 216°.
Deall’altro lato del pianoro si notano inoltre due pietre erette, sul cui allineamento il Sole, osservato alle ore 21:23 del giorno 07 giugno 2001 – ora estiva – è tramontato, in direzione del punto di orizzonte ove esiste un rilievo chiamato in carta “La Montagne”. Effettuando un controllo con il Programma “Project Pluto” risulta che alle ore 20:23:00 del giorno 07 giugno 2001, l’altezza del Sole è di 0.1° e l’azimuth è di 303°.
Il sito si trova nella stessa latitudine del precedente (Latitudine 44° 38.8’ N – Longitudine 03° 40’ E).

III – ROCCA CAVOUR (PIEMONTE ) (44°)
Il sito di “Rocca Cavour“, all’imbocco della Val Pellice, un inselberg di 426 metri s.l.m., offre una preziosa osservazione di collegamenti fra archeologia e fenomeni di cosmogonia. Nel sito si trova infatti una pittura rupestre in ocra rossa, datata dalla Sovrintendenza Archeologica del Piemonte al 3 500 a.C., che rappresenta una figura antropomorfa femminile, sulla cui testa si legge una W rovesciata. A fianco della testa una doppia serie, molto lunga, di segni puntiformi. Ciò pare un richiamo alla costellazione di Cassiopea, ed al suo apparire a fianco della Via Lattea. A sostegno di questa ipotesi stanno altri reperti leggibili nel Mediterraneo Occidentale, in particolare la statuetta di Passo di Corvo, datata 5 500 a.C. (+/- 200 ) ove sotto i seni della shamana (dal naso scende una un filo di ocra rossa che ben rappresenta la perdita di sangue durante la trance) sono rappresentate due figure di farfalla (animale psicopompo della tradizione shamanica eurasiatica) con due figure speculari della costellazione di Cassiopea. Affiancano la figura femminile di Rocca Cavour alcune figure antropomorfe di cui si trova riscontro nel levante Spagnolo (La Silla - Cueva de Malas Cabras – Cueva de la Sierpe) sia nella “Grotta Scritta” di Olmeta di Capo Corso . La figura di W rovesciata non viene letta dagli archeologi piemontesi della Sovrintendenza come Cassiopea, bensì come un cappello!
Si noti come Macrobio, nel V secolo dopo Cristo, ancora annotava che le anime dei mortali transitavano per il Capricornoe, e, per rinascere, passavano nella Porta del Cancro, ossia per il punto in cui lo Zodiaco incontra la Via Lattea. Per i Celti questo punto era l’Ogmios, ed era nella Via Lattea. La coincidenza appare veramente strabiliante.
Notando che la parete rocciosa in cui la pittura rupestre di Rocca Cavour è orientata a 85° , cioè in una direzione assai significativa del calendario solare (equinozi) sono state fatte ricerche con il programma “Project Pluto” e si è scoperto che la costellazione di Cassiopea era visibile alla mezzanotte del solstizio d’estate del 3 500 a.C. in posizione a cavallo dell’orizzonte, con azimuth di 90°! Le coordinate di Rocca Cavour risultano essere: Latitudine 44° 46’ 49” Nord – Longitudine 07° 22’ 36” E.

IV - STIRIA (AUSTRIA) – TEUFELSTEINS (47°)
Altro sito astronomico, posto in Latitudine 47°, è la grande pietra denominata “Teufelstein”, ossia “Pietra del Diavolo”, in Stiria (coordinate Latitudine 47° 27’ N – Longitudine 15° 37,5’ Est).
La grande pietra risulta essere stata tagliata e lavorata in modo da indicare l’allineamento del Sole che sorge al solstizio d’inverno, l’allineamento del Sole che tramonta al solstizio d’estate, nonché il massimo lunare 330° .
L’informazione su questo megalite è stata fornita dal dr. Sepp Rothwangl, incontrato personalmente durante il Congresso a tema “Cosmology through Time – Ancient and Modern Cosmologies in the Mediterranean Area”(che si è tenuto a Monte Porzio Catone dal 17 al 20 giugno 2001) avendo egli appreso, tramite il poster esposto come A.L.S.S.A., dell’esistenza dei siti del Caprione, del Lozère e di Rocca Cavour. Lo studio di questo sito austriaco fu approfondito in un congresso a tema: “Der Teufelstein, eine vorgeschichtliche Landmarke mit astronomicher Bedeutung?” Gibt es steinzeitliche Landvermessung und alte Sternkunde in Jogland?” Oggi è visitabile il sito in cui viene presentata l’analisi effettuatane da studiosi austriaci: http://www.calendersign.ric.at/english/devil’srock.htm

Nota conclusiva
La presenza di siti megalitici con valenze di archeoastronomia in latitudine prossima a 45° (+/- 2°) richiama il tema degli “astri circumpolari”, cioè quegli astri che non tramontano mai, perché hanno una declinazione sempre superiore al risultato della formula <90°- φ>, ove φ è la latitudine del luogo.
Questi astri appartengono alle costellazioni di Cassiopea, Cefeo, Drago, Orsa Maggiore, che erano considerati come luoghi del cielo ove si formano gli spiriti degli uomini, che poi scenderanno sulla Terra per incarnarsi (tema della costellazione-generatrice).
Dopo la morte gli spiriti, aiutati dalla shamano, attraverso l’incorporazione nell’animale psicopompo (la farfalla o l’ape o l’aquila) ritorneranno alla costellazione-generatrice (tema definito da Marija Gimbutas come ).
Dal sovrapporsi di numerosi elementi interdisciplinari sul medesimo argomento (sincronicità) sorge l’ipotesi di lavoro di considerare possibile l’esistenza di siti megalitici orientati, costruiti attorno alla fascia dei 45° di latitudine, per poter osservare da lì quella delle costellazioni circumpolari scelta come costellazione-generatrice.
Rafforza ulteriormente questa ipotesi la notizia , pubblicata sulla rivista “Quark”- N° 7 del settembre 2001 - secondo cui il prof. Aleksandar Durman ha riconosciuto in un vaso trovato in Croazia - Vaso di Vinkovci (Zagabria) - datato 2 600 a.C., un calendario ove le costellazioni di Cassiopeia, Orione, Cigno, Gemelli, Pleiadi, Pesci formano la mappa del cielo nelle diverse stagioni (primavera, estate, autunno, inverno). In questo calendario Cassiopea è rappresentata in due modi, uno relativo all’estate (Cassiopea simile ad una M) ed uno relativo all’inverno (Cassiopea simile ad una W, ma posizionata verticalmente).