PALEO E ARCHEOASTRONOMIA:

 

TRILITI E TETRALITI ORIENTATI


San Lorenzo al Caprione (Lerici - Liguria Orientale)

 

 

San Lorenzo al Caprione - struttura orientata al tramonto del Solstizio d’Estate.

 

 

Signal de Randon (Lozère – Massiccio Centrale di Francia)

 

 

Lozère – Massiccio Centrale di Francia - struttura orientata al tramonto di Cassiopea ( 3116 a.C.?)

 

Niolu (Corsica Centrale)

 


 Niolu – trilite orientato al tramonto del solstizio d’estate ed al sorgere del solstizio d’inverno.
 
PRIME CONSIDERAZIONI E SIMILITUDINI  FRA IL TETRALITHON DI SIGNAL DE RANDON (LOZÈRE ) ED IL TRILITHON DI NIOLU (CORSICA)
Il ricercatore Anto Maria Ottavi (Club d’Archeoastronomia di Corsica – A.R.C.A.) ha segnalato l’esistenza di un complesso megalitico a forma di trilithon, denominato <e Trespide>,  con la pietra superiore modellata a losanga, nel territorio di Niolu (Corsica Centrale). Al fine di poter fare una comparazione nella survey, fra il tetralithon di San Lorenzo al Caprione, il tetralithon di Signal de Randon (Lozère)  ed il trilithon di Niolu, si è reso necessario effettuare un sopralluogo nel sito. L’osservazione ha permesso di rilevare le seguenti caratteristiche:

 

1. tutti e tre i costrutti presentano la pietra superiore a forma di losanga;

 

2. il  trilithon di Niolu è orientato a NW (315° secondo il rilevamento effettuato con la bussola a liquido, da rilevamento nautico, tipo Prisma, della ditta Rivière – Genova);

 

3. fra la pietra di sostegno sinistra e la pietra a losanga può filtrare la luce del Sole, mentre questo percorre il suo arco diurno, per cui si dovrà osservare nel prossimo solstizio d’estate se avvengano  all’interno della struttura particolari fenomeni luminosi collegati a situazioni frequenziali (si veda l’argomento trattato nel poster presentato al 1° Congresso Nazionale di Archeoastronomia a Padova – 28/29 Settembre 2001 – circa la penetrazione della luce nel nuraghe Àiga di Abbasanta  – pagina 58 degli Atti – http://www3.shiny.caprione/padova.htm);

 

4. a fronte del trilithon e nella bisettrice del costrutto appare il Monte Cinto, il più elevato della Corsica (m 2 710 s.l.m.);

 

5. a circa 20 metri di distanza dal trilithon si rinviene un masso portante sulla sommità un foro
passante di circa 40 centimetri di diametro, detto <a Leca>, orientato in direzione del punto del sorgere equinoziale sulla cresta del monte detto <i capu di a Borba>. In prossimità esiste un seggio intagliato nella roccia. Sedendovisi, ed allargando le braccia, si viene ad avere  il masso con il foro passante verso Est, ed il trilithon verso Ovest. Da questi elementi  si può ipotizzare che il sito avesse carattere liturgico (funzione  augurale, per  l’osservazione degli uccelli favorevoli o degli uccelli sfavorevoli);
1. la caratteristica liturgica del sito è confermata dalla presenza di una coppella con canalicolo,
posta su un masso antistante il trilithon, nella direzione verso il Monte Cinto. Questo stesso elemento (coppella con canalicolo) si riscontra in prossimità del quadrilithon del  Lozère;
1. utilizzando il GPS si sono rilevate le coordinate del trilithon (Latitudine 42° 19,25’ N – Longitudine 09° 00.2’ Est – altezza m  852 s.l.m.);
2. si è posizionato il sito nella carta nautica n. 432 dell’Istituto Idrografico della Marina – Dal Mar Balearico al Mar Tirreno;
3. si sono posizionati in carta il quadrilithon di San Lorenzo al Caprione (44° 05.6’ N – 09° 55.9’ E) ed il quadrilithon di Signal de Randon (44° 39’ N – 03° 32’ E);
4. si è ottenuto un triangolo pressoché isoscele, con un angolo di 80°, un angolo di 76° ed un angolo di 24°, che, dovrà essere riconsiderato in chiave di trigonometria sferica, tenuto conto  dell’ampiezza delle distanze in gioco (oltre 550 chilometri). I lati di questo triangolo mostrano i seguenti allineamenti:
1. 121° - 301° lato Lozère – Corsica, pressoché collimante con la direzione del sorgere del Sole al Solstizio d’inverno ed al tramonto del Sole al Solstizio d’Estate;<br>
2. 97° - 277°   lato Lozère – Liguria Orientale, pressoché collimante con il sorgere ed il tramonto equinoziale;
3. 21° - 201°   lato Liguria orientale – Corsica;
5. la ricerca archeologica è stata inizialmente condotta da Roger Grosjean ed ha consentito di
appurare  che il territorio è stato frequentato già nel VI millennio a.C. (Abri Albertini). L’occupazione del territorio non si è interrotta, come mostrano i reperti del vicino Museo di Albertacce.
CALCOLI LOGARITMICI
Utilizzando la formula di Eulero, la lunghezza del lato Lozère – Corsica diviene 5° 7’, corrispondenti a 307’, cioè a miglia marine 307, cioè km 568.87.
La lunghezza del lato Lozère – Liguria Orientale diviene 5° 44’, corrispondente a 344 miglia, cioè a km 637,43 (confrontando sul lato più lungo la differenza A assume il valore =   – 10.75% ; confrontando sul lato più corto la differenza B assume il valore = + 12%).
Effettuando i calcoli degli azimuth come calcoli nautici di ricerca di rotta fra due punti di cui si conoscono le coordinate, mediante l’utilizzo del calcolo logaritmo basato sulla latitudine media, sono  emersi i seguenti dati:
a) lato Corsica – Lozère =   N 59° 41,5’  W = 300,3°  (in carta  301°)
b) lato Liguria – Lozère =   N  83° 03.7’  W = 276.7° (in carta  277°)
che forniscono, rispetto ai dati di carteggio, differenze inferiori al grado.

 

IPOTESI ANTROPOLOGICA
Chi erano quegli uomini? Addentrarsi in questo problema sospinge inevitabilmente  verso la disputa fra creazionisti ed evoluzionisti, ma non si può avere paura di ciò. Occorre  tentare una ipotesi di lavoro, che tenga conto degli studi che vedono l’importanza del Massiccio Centrale di Francia come luogo di transito dei popoli dell’antica terra di Europa.
Nella traduzione corrente del Capitolo VI di  Genesi si legge che “i figli di Dio videro che  le figlie degli uomini erano belle, e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte….In quel tempo c’erano sulla terra i giganti….i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini ed ebbero da loro dei figli. Questi erano uomini potenti, che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi”. Nella Genesi, tradotta secondo la lingua copta da Fernand Crombette e pubblicata dal CESHE di Tournai (Belgio) si legge (Cap. VI-4):
“…I rami generati secondo la parola di Ehélohidjm, essendosi sposati con i rami generati dalla disgrazia d’Adamo, generarono quei grandi uomini che inventarono prodigi, dotti per lanciare parole ispirate, che hanno accumulato immagini in caverne di bestie da preda, maestri che furono potenti in parole e capi proclamati illustri”.Confrontando le due traduzioni emerge che gli uomini che hanno lasciato immagini nelle caverne sottratte agli animali da preda erano non tanto giganti, in senso dell’altezza, ma grandi come poteri della mente, capaci di prodigi.
La credibilità del racconto della Genesi, secondo la traduzione del Crombette,  è confermata da una recente scoperta antropologica, presentata nella rivista Hera (n°06/2001).  Trattasi dell’affermazione secondo cui quegli uomini, “che fecero invenzioni”, divenuti impuri, si deformarono e scomparvero (forse per malattie veneree, dovute a qualche tipo di treponema?). Si legge infatti (Capitolo VI-4): “Per aver appagato le loro inclinazioni all’ardore vizioso e all’impurità, divennero come porci: la loro bellezza finì, la regolarità del loro viso fu distrutta, la loro testa ed il loro volto si deformarono”.
Nell’articolo “Malta: I Crani della Dea Madre”, di Vittorio Di Cesare e Adriano Forgione, si illustrano le deformazioni di migliaia di  crani ritrovati negli ipogei di Taxien, Ggantja e soprattutto di Hal Saflieni. Nella trattazione vengono esaminate varie ipotesi per spiegare queste differenziazioni antropologiche, ed è molto interessante notare come emergano richiami ad una casta “sacerdotale o sciamanica, appartenenti ad una cultura altamente sviluppata e profondamente saggia, che ebbe rapporti con le società meno organizzate dell’epoca” e che dette luogo alle “più grandi civiltà del Vecchio Mondo, a partire da tempi lontani (il 6 000 a.C. e forse persino oltre)”. Vengono fatti richiami a testimonianze emerse nei rotoli di Qumran (Hera n.6, pag. 52) circa gli uomini serpente e richiami a migrazioni in Egitto del 6 000/ 4 000 a.C., e si ritiene che l’origine di questa casta sacerdotale sia da ascrivere alla Mezzaluna Fertile. L’articolo non fa però collegamenti con la simbologia della losanga, che contraddistingue la creatività di chi innalzò trilithon e quadrilithon.
Allo stato attuale della conoscenza, considerando che la Francia è il paese ove di più emergono le pitture in caverna, e prendendo atto che nel Massiccio Centrale di Francia, nel Lozère,   è presente appunto la simbologia della losanga, si può ritenere che gli  uomini che costruirono poi il   quadrilite, o tetralithon di San Lorenzo al Caprione ed il trilithon di Niolu, fossero uomini di cultura europea-atlantica capaci di quella saggezza che viene riconosciuta, dagli articolisti  Di Cesare e Forgione, estendibile alle più grandi ed antiche civiltà del Vecchio Mondo. La ricerca è aperta, e sono state inviate richieste a studiosi di aree circostanti il triangolo Lozère – Liguria Orientale – Corsica per verificare se nei loro territori emergano megaliti a forma di losanga, costruiti con un anticipo rispetto all’innalzamento del mare al livello attuale, elemento questo che si rende necessario per poter permettere facili collegamenti dei due siti continentali con l’isola di Corsica.

 

Bibliografia:
Acquaviva Lucien & Cesari Jean-Dominique – Lumières de granite, La Corse a l’aube de son histoire – Edicorse, Aiaccio, 1990
Clottes Jean & Lewis-Williams David – Les chamanes de la prehistoire, Transe et Magie dans les grottes ornées – Seuil, Paris, 1996
Crombette Fernand - La Genesi, questa incompresa - Les Cahiers du CESHE – Cercle Scientifique et Historique, Tournai, Belgique, 1989 (per gentile concessione)
Di Cesare Vittorio & Forgione Adriano – Malta: i crani della Dea Madre – Hera Magazine, n° 6/2001 – http://www.heramagazine.net/articoli/crani.html
La Sacra Bibbia – Società Biblica di Ginevra – Ginevra, 1994
Lewis-Williams David – Images of Mystery, Rock art of the Drakeensberg – Double Storey, Editions du Seuil, Paris, 2003
 

Siti Internet:
http://www3.shiny.it/caprione                                               (San Lorenzo al Caprione)
http://artepreistorica.it/articoli/articolo.asp?idarticolo=17    (San Lorenzo al Caprione)
http://www.lexiline.com/lexiline/lexi168.htm                       (San Lorenzo al Caprione)
http://www3.shiny.it/caprione/roma.htm                               (Lozère)