LOXOS + ANGHILOS = OBLIQUO + TAGLIATO - GALLERIA COMPARATIVA DI LOSANGHE

 

Rete di losanghe.

Nella più antica immagine finora scoperta rappresentante la forma della losanga (Blombos Cave, 77 000 a.C. – Sud Africa) consistente in una pietra shamanica (ocra incisa) appaiono sette losanghe. In molte antiche rappresentazioni appaiono reti di losanghe. Questo tipo di rappresentazionesi trova anche nella prima tradizione buddista dell’India (V secolo a.C.) ove è classificata come “Rete di Indra”. L’allegoria buddista della Rete di Indra racconta di una rete di fili infinita presente in tutto l’universo. I Celti chiamavano una analoga rete“Tela di Wyrd”. Secondo gli studiosi di shamanismo questo tipo di connessione viene percepito durante uno stato di percezione alterata. Riproduzioni di questa rete sono state rinvenute anche in Belgio (Mons – 27.925 +/- 20) e Russia (Yudinovo – 23.000 a.C.) nonché in Corea in un sito dell’età del bronzo (sito di Chonzon). Elementi similari si notano anche nella Mesoamerica. Il concetto del Wyrd è il legame del destino per cui tutti noi siamo legati ad altri, come un filo della tela di ragno è collegato con tutti gli altri e muovendo quello tutta la tela ne risente.

 

Blombos Cave (Sud Africa) : ocra con incise sette losanghe datata 77000 B.P. (Before Present).
Sentiero 118 CAI di Lunigiana (MS) : le due losanghe appaiate che si rinvengono sul Sentiero 118 CAI di Lunigiana di cui una con coppella (punto). La grande  Marija Gimbutas ha scritto nel libro "Il linguaggio della Dea" che la losanga con il punto è segno della Dea Gravida, mentre la losanga senza il punto è la Dea Madre Vergine.
Entracque (Piemonte) : la losanga con coppella centrale rinvenuta nell’Area Camper del Campeggio (g.c. dallo studioso Sergio Musetti).
Entracque (Cuneo) : altra veduta della pietra tagliata a forma di losanga con coppella centrale (simbologia della Dea Madre Gravida).
Ventimiglia (IM) : resti romani con rete di losanghe nella cattedrale di S. Maria Assunta.
Schiara (SP): Losanga celtica (ora scomparsa). Sbarrando con linea orizzontale i due angoli si ottiene quasi una Stella di Davide.

Mesopotamia : Losanghe con croci uncinate, la foto si trova  a pag 279 del libro:
Trésors de l'Antiquité Proche-Orient et Iran de Gilgamesh à Zènobie

Autori: Eric Gubel - Bruno Overlaet - Fonds Mercator Musées Royaux d'art et d'Histoire.

Arte Longobarda : Mostra di Brescia (Novembre 2000) - losanga
Arte Longobarda : Mostra di Brescia – rete di losanghe
San Lorenzo al Caprione (SP) : il tetralite di San Lorenzo, con la pietra superiore disposta come losanga, che al tramonto del solstizio d’estate, insieme alle pietre laterali, riproduce la forma di una farfalla, dorata per l'intensa luce solare che filtra dall'interno e si proietta su un monolite antistante.
Niolu (Corsica) : il trilite sormontato da losanga orientato verso il tramonto del solstizio d’estate e il sorgere del solstizio d’inverno (VI Millennio a.C.)
Chateauvieux de Randon (Massiccio Centrale di Francia) : un altro trilite sormontato da losanga, del tutto simile.
Murato (Corsica) : losanga nella chiesa templare.
Murato : losanga e quadrato.
Bibbona (Livorno) : apparato decorativo a losanghe della Fonte di Bacco.
San Bevignate : la grande losanga sovrastante l’abside.
Duomo di Prato : losanghe.
Albenga (IM) : fregi e rete di losanghe nella porta della cattedrale.
San Giovanni Rotondo : Nella tradizione cristiana l'archetipo losanga con il cerchio al centro  rappresenta il Mistero dell'Incarnazione. Il rapporto fra la lunghezza delle due bisettrici si mantiene attorno al numero aureo (1,6) ma una  vistosa eccezione  si riscontra nelle losanghe volute da Padre Pio nel pavimento a mosaico della chiesa, mentre nelle pareti le losanghe create con l'utilizzo di marmo di Verona mantengono il rapporto aureo.
Lerici (La Spezia) : Chiesa di S.Marta*, (1200 ca.). Situata nel borgo medioevale risalente al tempo della dominazione pisana, ha rivelato recentemente una rete di losanghe dietro il crocifisso, grazie ad uno studio del Prof. Calzolari sugli antichi luoghi di culto lericini, il quale ha notato questo particolare sul posto, dato che non emergeva dalle vecchie foto.

 

*Il Canonico Gio Batta Gonetta alla pagina 118 del suo libro, uscito postumo col titolo “Saggio istorico descrittivo della diocesi di Luni-Sarzana”, scrive: “Forse dal quinto secolo in poi, prima chiesa di Lerici, S. Marta sotto il di lei antico poggio, in riva al mare, ove quindi, in riguardevole accrescimento del paese, i Pisani costruivano Borgo Nuovo”.
È da ritenersi che questa tradizione sia riferita ad un portale che si rinviene nel Borgo Pisano, nel “carobio de fondo” poi divenuto via Ambrogio Giacopello (il patriota lericino morto esiliato a Marsiglia) portale che ha subito una damnatio memoriae forse in epoca napoleonica, come avvenuto anche la chiesa di San Rocco.
Non è credibile l’ipotesi del Gonetta di una chiesa titolata alla Santa già nel V secolo, perché tracce del culto di Santa Marta in Provenza si hanno a partire dall’813 – 814. In Internet si legge che la chiesa di Santa Marta sarebbe stata distrutta dai Saraceni nel 1152, ma non si fornisce la prova documentale.

 

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