GALLERIA SULLE TRACCE DEI TEMPLARI IN LUNIGIANA E VAL DI VARA, TRA LIGURIA E TOSCANA (cliccate sulle immagini per ingrandirle)

 

Porciorasco (Val di Vara) – unica, potente immagine del Sole della Mesoamerica (Guatemala) uno dei capisaldi del calcolo delle probabilità composte, secondo il Teorema di Bayes, per ipotizzare la conoscenza della rotta atlantica da parte dei Templari di Lunigiana, evidentemente dotati di conoscenze eccezionali.

Città del Messico : fiore a quattro petali del Templo Mayor. Nella civiltà azteca indicava le quattro direzioni cosmiche, forse la conoscenza degli azimuth del sorgere e del tramonto dei solstizi, che formano la x o doppia ascia. (dal libro “I simboli nella storia dell’uomo” di Natale Spineto, Jaca Book, Milano, 2002).

Pieve di Vendaso (Fivizzano, MS) : la simbologia dei quattro petali.

E' impressionante la somiglianza con l'immagine precedente di quella di Città del Messico.

Pieve di Vendaso (Fivizzano) : il muro esterno in cui è infissa la rappresentazione del fiore a quattro petali simile a quello di Città del Messico.
San Bevignate (Perugia) : l’apparato decorativo dell’abside della chiesa Templare (presente anche nell'altra galleria) col fiore a quattro petali simile a quello di Città del Messico, ma non quanto quello di Vendaso (MS).
Pieve di Codiponte (Massa) – la suggestiva ubicazione del castello e della Pieve. Il primo documento che menziona la Pieve è datato 8 gennaio 793: "transmontem ad Sanctum Cipriano". Seguono altre citazioni dei secoli XI, XII, e XIII come "plebis Sancti Ciptani in capite Pontis"(dal libro "Pievi di Lunigiana" di Olga Failla, Luna Editore, La Spezia).
Pieve di Codiponte (Massa) – la pieve così come appare dall’esterno. Nel libro "Le Pievi della Diocesi di Luni" di Geo Pistarino, edito dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri, è citata nel documento del 1148 come "plebem Sancti Cipriani de Capite Pontis", quindi in documenti del 1153, del 1202, 1278, 1297, 1303, nonché in successivi altri.
Castello di Codiponte (Massa) – nel borgo soprastante la pieve si scorge il castello dei Templari, che sul portale mostra la croce templare decussata, con puntale, con affiancata, in senso rafforzativo, la simbologia del castello.
Pieve di Codiponte (Massa) all’interno della pieve esiste un fonte battesimale che mostra una croce templare circondata dall’uroboro. Questo assemblamento con un antichissimo simbolo egizio (il ciclo continuo del circuito vitale) appare raro, mentre più frequente è l’utilizzo della mano.

Chiusola di Sesta Godano (Val di Vara) – cavaliere con lunga lancia, riutilizzo da vicina chiesa distrutta, inserito nel campanile attuale. Per questa simbologia si veda quello di Sovana (Arezzo) con spadone e di Vicofertile (Parma) senza armi.

Chiusola di Sesta Godano (Val di Vara) – sergente (?) con spadone, e lungo fallo (?) proveniente da chiesa distrutta, attualmente murato nel campanile della nuova chiesa.

Volastra di Riomaggiore (Cinque Terre) – cippo di arenaria sul sagrato della chiesa un tempo dedicata a San Lorenzo. Si noti il teschio con tibie incrociate, simbolo della marina da guerra dei Templari .

Pignone (Val di Vara) – rara immagine di croce patente inclinata. Una simile simbologia, oltre che in Lunigiana, si ritrova nei bronzi arseniosi della Civiltà la Aguada (America meridionale). Potrebbe rappresentare memoria della conoscenza dell’inclinazion dell’asse terrestre e, conseguentemente, della precessione degli equinozi.
Falabiana (Val di Vara) – in uno dei pochi edifici storici del piccolo borgo, posizionata nell’architrave della porta di entrata, si rinviene la bellissima croce templare decussata, che è stata scelta per ornare la copertina del libro “Lunigiana terra di Templari” e che era stata pubblicata in precedenza nel primo sito Internet dell’autore dedicato all’argomento, cui è seguita la pubblicazione del libro per Marna Editore nel 2006, scritto con Luigi Battistini, il quale vanta, ormai da qualche anno anche altre scoperte fatte invece dal Prof. Calzolari.

Falabiana (Val di Vara) – all’interno della cantina di una civile abitazione si nota un fiore della vita, che denota come la costruzione originale fosse stata una magione collocata in un incrocio di mulattiere sia trasversali (per passare dagli approdi delle Cinque Terre ai valichi per raggiungere la Val di Magra e quindi la Pianura Padana) sia longitudinali (nel senso della lunghezza della valle, cioè dal Golfo della Spezia verso l’Appennino ligure).

Pignone (Val di Vara) - nella piazza antistante la chiesa del borgo si rinviene, incastonato nel muro di sostegno della canonica, una simbologia rafforzata, composta del fiore della vita che affianca una croce templare con i bracci terminanti a lunetta e con il puntale che fuoriesce dal cerchio in cui sono racchiusi. Il borgo chiuso di Pignone appare uno dei più ricchi di simbologie templari, e si può comprenderne la ragione in quanto ancora oggi è l'itinerario obbligato tra la Val di Vara ed il mare delle Cinque Terre.

Groppo di Sesta Godano (Val di Vara) – fronte di casa-torre. Molto spesso le simbologie templari sono oggetto di damnatio memoriae. In questo caso si tratta di zaffatura con malta che, con i secoli, sta sgretolandosi e sta rivelando una estesa simbologia avente come oggetto una estesa croce formata da quattro pannelli. Si ritiene però che questa simbologia possa essere neo-templare.

Groppo di Sesta Godano (Val di Vara) – in questo ingrandimento si riesce a leggere che il motivo dominante in questa casa-torre fosse il tema della scacchiera, sia nel modulo 6 x 6 sia nel modulo 7 x 7.

Groppo di Sesta Godano (Val di Vara) – il tema della scacchiera (il baussant)
divenuto, ad esempio, simbolo della città di Siena, e di tutta un iconografia (pensate alle bandiere che danno il via a molte gare sportive). Si tratta dell'archetipo principe del tema del dualismo.
Groppo di Sesta Godano (Val di Vara) – le due scacchiere affiancano l’elemento centrale della composizione, che sembra fare riferimento al motivo della triplice cinta, il cui perimetro, con gli angoli smussati, sembra ricondurre alla simbologia del numero otto. Una zaffatura si nota anche sul fiore della vita che è nella facciata esterna della chiesa. Il tempo farà meglio rivelare queste simbologie di Groppo.
Isola d’Arbia (Siena) : fiore a quattro petali inserito nel fiore a quattro petali della cosmogonia azteca, una similitudine con il precedente ma non altrettanto corrispondente al bassorilievo lunigianese ed a quello messicano.

Bottignana (Massa) - croce templare sulla via che portava all'Ospedalaccio (Ospedale templare di San Lorenzo) lungo un itinerario verso il Passo del Cerreto (RE), ora del tutto franato, compreso l'ospedale stesso.

Soliera (Massa) croce con bracci potenziati.
Soliera (Massa) – in una magione che forse fu degli Ospitalieri, dotata anche di un fonte interna, si notano croci potenziate, sia all’estremità dei bracci, sia per l’introduzione di tre cerchi concentrici (cerchi atlantidei o meglio cerchi rappresentanti i tre gradi del cammino degli ordini di perfezione).
Montedivalli (Massa) – all’esterno dell’abside della antichissima chiesa di S. Andrea, sacrificata dalla costruzione del moderno cimitero, si leggono le seguenti simbologie: uccello a due teste, rosetta ad otto petali, rosetta a sei petali (deteriorata) e palmetta (simbolo del pellegrinaggio a Gerusalemme).
Serramezzana Garfagnana (LU): due fiori della vita affiancano la croce templare del tipo decussato, con peduncolo, posta su architrave. Il fiore della vita era già largamente usato dai Longobardi per riempire i vuoti delle composizioni, però senza ordine o simmetria, questa modalità viene definita "horror vacui" cioè "paura del vuoto". Analoga soluzione, sempre simmetrica è presente in un pilastro della chiesa di Pignone.
Pignone (Val di Vara) - all’interno della chiesa si nota su un pilastro la stessa configurazione simbolica di Serramezzana, sulla via di valico che dalla Lunigiana portava a Lucca, tratta importante della via Romea che metteva in contatto la simbologia del labirinto di Pontremoli, posto nella chiesa di San Pietro de conflentu con il labirinto di San Martino di Lucca.

Buto (Val di Vara) - il sito di Buto appartiene agli itinerari di valico che dalla Val di Vara conducevano alla pianura padana.

Fra le varie simbologie un nodo di Salomone potenziato.

Buto (Val di Vara) – simbologia della scacchiera, che viene indicata anche come baussant, che è stata lasciata visibile nonostante la zaffatura del muro del campanile.
Orneto (Val di Vara) – simbologia della triplice cinta che, in questo piccolo borgo di valico, si ritrova sia nella forma quadrata, sia nella forma rotonda.
Orneto (Val di Vara) – simbologia della triplice cinta di foggia rotonda.
Cerretta di Carro (Val di Vara) – la cannula faceva parte di una cisterna del borgo, appartenuta ad un antico convento, conservata nonostante la sua distruzione. Durante i lavori di sistemazione per la festa del Santo nativo della valle, era parso bene utilizzarla per incanalare la piccola sorgente.
Lerici (SP) durante gli ultimi restauri del campanile della chiesa di San Rocco, prima torre da guerra costruita a fianco della chiesa medioevale dei Santi Martino e Cristoforo, è stata rinvenuta una croce templare del tutto eguale alle quattro inserite nei voltoni del campanile di Pugliola e nella porta della magione di Trebiano, all’interno della quale esistono ancora le cellette dei piccioni viaggiatori.
Pugliola di Lerici (SP) uno dei voltoni del campanile con la croce templare peduncolata simile a quella della torre da guerra del guado del canale di Carbognano, ora ricoperto da voltoni. L’itinerario porto di Lerici – Pugliola – Trebiano – scafa del fiume Magra era fondamentale per le comunicazioni da e per Genova e Pisa.
Trebiano di Arcola (SP) – la croce templare emersa durante gli ultimi restauri dell’edificio posto fra via di mezzo e via San Bernardo, santo che compilò la regola dell’ordine dei templari. In via San Bernardo un edificio mostra una croce simile, ma molto deteriorata.
Torsana (Massa) – nel piccolo borgo, posto su una via di valico che conduceva al passo dell’Ospedalaccio, cioè l’ospedale di San Lorenzo dei Templari, in un muro a sostegno di un terreno, è stata trovata la prima croce patente inclinata. Si è dapprima ritenuto che si trattasse di un problema di posizionamento durante il riutilizzo. Avendone poi trovate altre non manomesse, ma inclinate dello stesso angolo, si è ritenuto che ciò fosse dovuto ad una precisa volontà di trasmissione di una conoscenza segreta.
Madrignano (Val di Vara) – Il castello, visto dal basso, suscita stupore per la sua potente massa, ben visibile anche dal tratto di autostrada fra i caselli di Santo Stefano Magra e Brugnato. Il toponimo rivela la sacralità della Dea Madre (Mater Magna) ed è sottostante ad un colle che richiama la tradizione del fuoco (Monte Falò). Sia nella chiesa, sia nel castello, si notano alcuni simboli attribuibili ai Templari.
Ponzò (Val di Vara) – in questo castrum, dietro la porta di entrata, si rinviene una delle tre immagini di Lunigiana di croce templare espressa in pittura rossa. Le altre si rinvengono nella Fontana di Nozzano ed a Falabiana.
Levanto (costiera spezzina) – Nella chiesa di S. Andrea si rinviene una croce orbicolare (croce patente a settori circolari) in marmo verde locale.
Pignone (Val di Vara) – Il borgo di Pignone è ricco di simbologie templari ed anche il nome sta ad indicare conoscenza esoterica della pigna, come doppia spirale levogira e destrogira di Fibonacci. Si vedano i vari Pigna (Liguria occidentale e Corsica) e Pignona (Liguria occidentale). Sopra il portale della chiesa una croce patente.

Bozzolo (Val di Vara) - Questo agnello vessillifero è databile al 1338, prima dell’avvelenamento del vescovo Antonio Fieschi (canonico del Tempio a Parigi).

Porciorasco (Val di Vara) – croce patente in un architrave del piccolo borgo medioevale, ora disabitato, posto su una antica via di valico, connotata da un toponimo sacro doppio (dialettalmente pussuasco, pussu = pozzo + asco = pozzo secco in cui si gettavano i resti dei sacrifici incombusti).
Monte dei Bianchi (Fivizzano, Massa) – croce templare decussata, di cui è stato asportata una parte del braccio sinistro per allargare la porta della chiesa, si ritiene nel secolo XVIII.
Monte dei Bianchi (Fivizzano, Massa) : il labirinto della porta laterale della chiesa.

Monte dei Bianchi (Fivizzano, Massa) – calice con sette amande, fortunato esempio di riutilizzo in civile abitazione.

Costituisce un raro riferimento al tema del Santo Graal.

Sarzana (Val di Magra) – Nella chiesa di S.Andrea sono visibili molte simbologie templari. Fra queste il simbolo della confraternita, cioè il viso, e la palmetta.

Sarzana - chiesa di Sant'Andrea - croce templare di Tomar (città Templare portoghese). Classificata come post-templare da alcuni perché la porta venne rimaneggiata nel 1340, quando il vescovo di Luni Antonio Fieschi fu avvelenato, perché filo-templare (era stato canonico del Tempio a Parigi).

Sarzana - chiesa di Sant'Andrea - la porta oggetto di lavori datati al 1340.

Si notino la losanga, l'agnello vessillifero, la stella a otto punte e la croce di Tomar.

Sarzana - chiesa di Sant'Andrea - la scalpellinatura di una delle basi di colonna portante esterna.

Si riescono ad identificare alcune lettere nelle tre righe di scrittura e il contorno circolare della croce patente.

Pignone (Val di Vara) – croce patente che adorna, con altre simbologie templari, la facciata della chiesa.
Orneto (Val di Vara) – un caso di damnatio memoriae su una via di passo fra la Val di Vara ed il territorio di Pontremoli, verso il Gebel Bardun. Croci potenziate che potrebbero risalire al periodo Paleocristiano, scalpellinate ed appena leggibili.
Ponzò (Val di Vara) – nel borgo fortificato, costruita sulla roccia sporgente, vi era la chiesa di San Bartolomeo, santo a cui i Templari erano molto devoti, ora divenuta civile abitazione.
Abbazia di Isola (Monteriggioni, Siena) : un altro esempio di fiore a quattro petali.
Dal battistero di Volterra si ha conferma della tipologia delle simbologie templari rinvenute all'interno della chiesa di Pignone e all'esterno della cappella di Serramezzana (LU), cioè la croce templare protetta con duplice fiore della vita. Si ha inoltre conferma dell'utilizzo di una composizione di colore rosso che sfida il tempo, come si rinviene in Lunigiana a Falabiana e alla Fonte di Nozzano.
A Manciano, in Maremma, si trova questa fonte battesimale che sembrerebbe risalente ai secoli dei Templari. Potrebbe rappresentare le confraternite dei costruttori che li affiancavano, vistoil particolare del compasso. Il simbolo è forse per questo usato dalla Massoneria, la cui prima espressione, la "Scottish Freemasonry", nasce in Irlanda nel 1688 e poi in Francia nel 1698, anche per l'intento di proseguire alcuni valori Templari.
Santo Stefano Magra (La Spezia) – nell’entrata laterale della chiesa sono state murate alcune lapidi provenienti dalla distruzione della precedente chiesa e dal precedente ospedale. La memoria storica che emerge è importantissima perche ci fa conoscere che al giovane monaco e medico Pietro era stata vietato l’esercizio della medicina. Dopo un certo numero di anni egli veniva però riammesso nell’arte, con soddisfazione della popolazione.

Fonte di Nozzano (La Spezia) - oltre alla croce patente in colore rosso, immutata nel tempo, si ha la Madonna che allatta, si veda il monstra Te esse matrem di San Bernardo di Clairvaux (Chiaravalle), l'autore del codice di comportamento dei Templari. Tra le varie traduzioni della "regola" anche quella dal latino all'inglese del Prof. Calzolari.

CORNIGLIA (Cinque Terre) - croce templare decussata all'ingresso del paese.

PORTO VENERE - chiesa di San Lorenzo - lunotto esterno con triplice cinta circolare e i quattro elementi alchemici (aria, acqua, fuoco, terra).

Venne inaugurata da papa Innocenzo II scortato dai Templari che supportò durante i suoi tredici anni di pontificato (1130-1143).

Portovenere (SP) : spirali inverse nella chiesa di San Lorenzo.
Portovenere : altra spirale in un capitello nella chiesa di San Lorenzo.
Porto Venere (La Spezia) – la chiesa di San Lorenzo è stata consacrata dallo stesso Innocenzo II, che fu il Papa che accolse nella pienezza della chiesa l’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, prima inseriti nella chiesa del Patriarcato di Gerusalemme, con la regola di Sant’Agostino. Il fonte battesimale a vasca ha subito la damnatio memoriae, ma vi si possono leggere la croce decussata, il fiore della vita ed il cavallo (come a Volastra).
PORTO VENERE -  chiesa di San Pietro - apparato decorativo a losanghe, di cui le inferiori mantengono il colore rosso
PORTO VENERE - chiesa di San Pietro - in alto, nel campanile, si nota la croce templare.
PORTO VENERE -  chiesa di San Pietro - nella facciata, esposta agli spruzzi del mare, il fiore della vita scolpito nel marmo bianco di Carrara sta ormai scomparendo, corroso dal cloruro di sodio.
VERNAZZA (Cinque Terre) -  Santuario di Reggio - croce templare nella facciata della chiesa che contiene la lapide del Templare Loreto Guglielmo.
VERNAZZA (Cinque Terre) - Santuario di Reggio - lapide del Templare Loreto Guglielmo apposta dai suoi confratelli (consociorum). Si tratta quindi di un Templare con voti temporanei.
VERNAZZA (Cinque Terre) - Santuario di Reggio - particolare della lapide che ricorda il Templare Loreto Guglielmo.
SANTUARIO DI REGGIO (Vernazza) - il borgo di Vernazza visto dallla strada del santuario. Come in tutti i borghi marinari, il luogo del sacro è in alto, spesso in luoghi che mantengono una sacralità proveniente dalla preistoria.
Riomaggiore (Cinque Terre) - croce da definirsi post-templare.
Riomaggiore (Cinque Terre) - altra croce da definirsi post-templare.
Corvara di Pignone (Val di Vara) è singolare la presenza del pentalpha in un fonte battesimale in una chiesa risalente al 1340. Il Capitolo della cattedrale di Santa Maria di Sarzana, alla morte del filo-templare Antonio Fieschi nominò un francescano, sostituito d’ufficio con un discendente dei Colonna, che morì però nel viaggio di trasferimento da Avignone. Venne sostituito da un altro Colonna. È forse per questa ragione che nelle Cinque Terre e a Sarzana si trovano simbologie post-templari, perchè databili dopo la chiusura dell’Ordine.
Carrodano (Val di Vara) lungo l’itinerario medioevale che portava dal golfo della Spezia a Genova si rinvengono numerose simbologie legate all’agnello. Genova è città devota al Battista e la Commenda di Pré è a lui dedicata (Commenda degli Ospitalieri). Per meglio capire i rapporti della Superba con il golfo spezzino occorre ricordare che le navi della Sesta Crociata furono costruite a Porto Venere ed a Marsiglia. I Templari comunque a Genova avevano la loro chiesa di Santa Fé.

 

Pieve di Marinasco (La Spezia) – La pieve domina il golfo dall’alto e da lì, al solstizio di inverno, il Sole si vede sorgere sul mare, mentre per il resto dell’anno il Sole si vede sorgere da dietro le alture. Da ciò il toponimo. Nella pieve alcune simbologie paiono comuni ad altre chiese templari. In questo caso la pantera assale l’agnello crocifero il che può farlo ritenere Templare anche se stilisticamente appare precedente.

Pieve di Santo Stefano di Marinasco (la Spezia) - particolare dell'altra pantera.

Isola d'Arbia (Via Cassia - Siena) - lupo che attacca agnello.

Questa simbologia è simile a quella delle immagini precedenti di Santo Stefano di Marinasco ove la pantera attacca l'agnello.

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Pieve di Marinasco (La Spezia) – la pieve, che è stata costruita su una faglia, forse per la ricerca di un luogo energetico, ha subito rimaneggiamenti e capovolgimento del vano di entrata, ora divenuto aperto. In detto vano, ai quattro angoli, sotto i plinti di appoggio delle nervature delle crociere, ci sono dei visi in rilievo che simboleggiano la confraternita.
Volastra di Riomaggiore (SP) – nella facciata della chiesa si nota la simbologia del cavallo, stilisticamente simile a quella delle pantere della Pieve di Marinasco. Il cavallo si nota anche nella chiesa romanica di San Siro a Sanremo e nella Canonica della Basilica di Bastia (Corsica).
Arcola (Val di Magra) – stele che contiene una croce templare di tipologia simile a quella di Soliera ed un richiamo all’acqua battesimale.