PAGINA 2 - GALLERIA COMPARATIVA SULLE TRACCE TEMPLARI E POST TEMPLARI TRA LIGURIA E TOSCANA (cliccate sulle immagini per ingrandirle)

 

Falabiana (Val di Vara) – in uno dei pochi edifici storici del piccolo borgo, posizionata nell’architrave della porta di entrata, si rinviene, ancora intatta nel suo colore rosso, la bellissima croce templare decussata, che è stata scelta per ornare la copertina del libro “Lunigiana terra di Templari” e che era stata pubblicata in precedenza nel primo sito Internet dell’autore dedicato all’argomento, cui è seguita la pubblicazione del libro per Marna Editore nel 2006.
Falabiana (Val di Vara) – all’interno della cantina di una civile abitazione si nota un fiore della vita, che denota come la costruzione originale fosse stata una magione collocata in un incrocio di mulattiere sia trasversali (per passare dagli approdi delle Cinque Terre ai valichi per raggiungere la Val di Magra e quindi la Pianura Padana) sia longitudinali (nel senso della lunghezza della valle, cioè dal Golfo della Spezia verso l’Appennino ligure).
Pignone (Val di Vara) - nella piazza antistante la chiesa del borgo si rinviene, incastonato nel muro di sostegno della canonica, una simbologia rafforzata, composta del fiore della vita che affianca una croce templare con i bracci terminanti a lunetta e con il puntale che fuoriesce dal cerchio in cui sono racchiusi. Il borgo chiuso di Pignone appare uno dei più ricchi di simbologie templari, e si può comprenderne la ragione in quanto ancora oggi è l'itinerario obbligato tra la Val di Vara ed il mare delle Cinque Terre.
Corvara di Pignone – è singolare notare la presenza del pentalpha in un fonte battesimale datato al 1340. Il Capitolo della cattedrale di Santa Maria di Sarzana, alla morte del filo-templare Antonio Fieschi nominò un francescano, sostituito d’ufficio con un discendente dei Colonna, che morì però nel viaggio di trasferimento da Avignone. Venne sostituito da un altro Colonna. È per questa ragione che nelle Cinque Terre e a Sarzana si notano simbologie templari databili dopo la chiusura amministrativa dell’Ordine (post-tempari).

Carrodano (Val di Vara) lungo l’itinerario medioevale che portava dal golfo della Spezia a Genova si rinvengono numerose simbologie legate all’agnello. Genova è città devota al Battista e la Commenda di Pré è a lui dedicata (Commenda degli Ospitalieri). Per meglio capire i rapporti della Superba con il golfo spezzino occorre ricordare che le navi della Sesta Crociata furono costruite a Porto Venere ed a Marsiglia. I Templari comunque a Genova avevano la loro chiesa di Santa Fé.

 

Bozzolo (Val di Vara) - Questo agnello vessillifero è databile al 1338, prima dell’avvelenamento del vescovo Antonio Fieschi (canonico del Tempio a Parigi).
Groppo di Sesta Godano (Val di Vara) – fronte di casa-torre. Molto spesso le simbologie templari sono oggetto di damnatio memoriae. In questo caso si tratta di zaffatura con malta che, con i secoli, sta sgretolandosi e sta rivelando una estesa simbologia avente come oggetto una estesa croce formata da quattro pannelli. Si ritiene però che questa simbologia possa essere neo-templare.
Groppo di Sesta Godano (Val di Vara) – in questo ingrandimento si riesce a leggere che il motivo dominante in questa casa-torre fosse il tema della scacchiera, sia nel modulo 6 x 6 sia nel modulo 7 x 7.
Groppo di Sesta Godano (Val di Vara) – il tema della scacchiera (il baussant)
divenuto, ad esempio, simbolo della città di Siena, e di tutta un iconografia (pensate alle bandiere che danno il via a molte gare sportive). Si tratta dell'archetipo principe del tema del dualismo.
Groppo di Sesta Godano (Val di Vara) – le due scacchiere affiancano l’elemento centrale della composizione, che sembra fare riferimento al motivo della triplice cinta, il cui perimetro, con gli angoli smussati, sembra ricondurre alla simbologia del numero otto. Una zaffatura si nota anche sul fiore della vita che è nella facciata esterna della chiesa. Il tempo farà meglio rivelare queste simbologie di Groppo.
Cerretta di Carro (Val di Vara) – la cannula faceva parte di una cisterna del borgo, appartenuta ad un antico convento, conservata nonostante la sua distruzione. Durante i lavori di sistemazione per la festa del Santo nativo della valle, era parso bene utilizzarla per incanalare la piccola sorgente.
Sarzana (Val di Magra) – Nella chiesa di S.Andrea sono visibili molte simbologie templari. Fra queste il simbolo della confraternita, cioè il viso, e la palmetta.

Sarzana - chiesa di Sant'Andrea - croce templare di Tomar (città Templare portoghese). Qualcuno vorrebbe classificare come post-templare perché la porta venne rimaneggiata nel 1340, quando il vescovo di Luni Antonio Fieschi fu avvelenato, perché filo-templare (era stato canonico del Tempio a Parigi).

Sarzana - chiesa di Sant'Andrea - la porta oggetto di lavori datati al 1340.

Si notino la losanga, l'agnello vessillifero, la stella a otto punte e la croce di Tomar.

Sarzana - chiesa di Sant'Andrea - la scalpellinatura di una delle basi di colonna portante esterna.

Si riescono ad identificare alcune lettere nelle tre righe di scrittura e il contorno circolare della croce patente.

Isola d'Arbia (Via Cassia - Siena) - lupo che attacca agnello.

Questa simbologia è simile a quella di Santo Stefano di Marinasco ove la pantera attacca l'agnello (vedi pagina 1).

Santo Stefano di Marinasco (la Spezia) - particolare dell'altra pantera.
CORNIGLIA (Cinque Terre) - croce templare decussata all'ingresso del paese.
CORNIGLIA (Cinque Terre) - fonte battesimale da ritenersi neo-templare.

PORTO VENERE - chiesa di San Lorenzo - lunotto esterno con triplice cinta circolare e i quattro elementi alchemici (aria, acqua, fuoco, terra).

Venne inaugurata da papa Innocenzo II scortato dai Templari che supportò durante i suoi tredici anni di pontificato (1130-1143).

Portovenere (SP) : spirali inverse nella chiesa di San Lorenzo.
Portovenere : altra spirale in un capitello nella chiesa di San Lorenzo.
Porto Venere (La Spezia) – la chiesa di San Lorenzo è stata consacrata dallo stesso Innocenzo II, che fu il Papa che accolse nella pienezza della chiesa l’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, prima inseriti nella chiesa del Patriarcato di Gerusalemme, con la regola di Sant’Agostino. Il fonte battesimale a vasca ha subito la damnatio memoriae, ma vi si possono leggere la croce decussata, il fiore della vita ed il cavallo (come a Volastra).
PORTO VENERE -  chiesa di San Pietro - apparato decorativo a losanghe, di cui le inferiori mantengono il colore rosso.
PORTO VENERE - chiesa di San Pietro - in alto, nel campanile, si nota la croce templare.
PORTO VENERE -  chiesa di San Pietro - nella facciata, esposta agli spruzzi del mare, il fiore della vita scolpito nel marmo bianco di Carrara sta ormai scomparendo, corroso dal cloruro di sodio.
VERNAZZA (Cinque Terre) -  Santuario di Reggio - croce templare nella facciata della chiesa che contiene la lapide del Templare Loreto Guglielmo.
VERNAZZA (Cinque Terre) - Santuario di Reggio - lapide del Templare Loreto Guglielmo apposta dai suoi confratelli (consociorum). Si tratta quindi di un Templare con voti temporanei.
VERNAZZA (Cinque Terre) - Santuario di Reggio - particolare della lapide che ricorda il Templare Loreto Guglielmo.
SANTUARIO DI REGGIO (Vernazza) - il borgo di Vernazza visto dallla strada del santuario. Come in tutti i borghi marinari, il luogo del sacro è in alto, spesso in luoghi che mantengono una sacralità proveniente dalla preistoria.
Riomaggiore (Cinque Terre) - croce da definirsi post-templare.
Riomaggiore (Cinque Terre) - altra croce da definirsi post-templare.
Madrignano (Val di Vara) – Il castello, visto dal basso, suscita stupore per la sua potente massa, ben visibile anche dal tratto di autostrada fra i caselli di Santo Stefano Magra e Brugnato. Il toponimo rivela la sacralità della Dea Madre (Mater Magna) ed è sottostante ad un colle che richiama la tradizione del fuoco (Monte Falò). Sia nella chiesa, sia nel castello, si notano alcuni simboli attribuibili ai Templari.
Pieve di Gropina (Arezzo) - allegoria di uomo che lotta con animali acquatici.
Si veda la similitudine con l'immagine successiva di Soliera (Massa).
Soliera (Massa) - formella con incisa la simbologia della lotta con animale acquatico (si tratta di memoria della lotta uomo-coccodrillo?)
Pieve di Gropina (Arezzo) - cavaliere con lunga lancia. Si veda la similitudine con il cavaliere di Chiusola (Val di Vara)
Pieve di Gropina (Arezzo) - accanto al cavaliere con lancia si noti la presenza dell'uomo forte. Si confronti ciò con le simbologie dei siti di Murato e Aregno (Corsica).
Pieve di Gropina - sirena bicaudata. Si noti che a Gropina, come a Chiusola ((Val di Vara)  si ripete il tema abbinato cavaliera-sirena. Certo la potenza dell'immagine di Gropina è notevolmente superiore a quella di Chiusola.
Pieve di Gropina (Arezzo) - la superiorità formale dell'artista che operò a Gropina si vede anche nel tema del cavaliere ferito, che ha perso entrambe le braccia in battaglia, contro le taglienti spade ricurve di Damasco.
Fonte di Nozzano (La Spezia) - oltre alla croce patente in colore rosso, immutata nel tempo, si ha la Madonna che allatta, si veda il monstra Te esse matrem di San Bernardo di Clairvaux (Chiaravalle), oggi diremmo il "teologo" dei Templari.

Santo Stefano Magra (La Spezia) – nell’entrata laterale della chiesa sono state murate alcune lapidi provenienti dalla distruzione della precedente chiesa e dal precedente ospedale. La memoria storica che emerge è importantissima perche ci fa conoscere che al giovane monaco e medico Pietro era stata vietato l’esercizio della medicina. Dopo un certo numero di anni egli veniva però riammesso nell’arte, con soddisfazione della popolazione.

Dalla Maremma arriva la prova che le confraternite dei costruttori che affiancavano i Templari utilizzassero il compasso, simbolo poi passato alla Massoneria.
Dal battistero di Volterra si ha conferma della tipologia delle simbologie templari rinvenute all'interno della chiesa di Pignone e all'esterno della cappella di Serramezzana, cioè la croce templare protetta con duplice fiore della vita. Si ha inoltre conferma dell'utilizzo di una composizione di colore rosso che sfida il tempo, come si rinviene in Lunigiana a Falabiana e alla Fonte di Nozzano.
Abbazia di Isola (Monteriggioni, Siena) : un altro esempio di fiore a quattro petali.
Ponzò (Val di Vara) – nel borgo fortificato, costruita sulla roccia sporgente, vi era la chiesa di San Bartolomeo, ora divenuta civile abitazione.
Stadano (Aulla) presso il piccolo borgo dal nome longobardo (studan = briglia per fermare gli alberi fatti fluttuare lungo il fiume Magra) posto in un strettoia naturale del fiume, esisteva un guado con il relativo ospitale, di cui è rimasta un croce templare di tipo tardo. Il sito viene considerato luogo di origine della famiglia Bonaparte, prima del trasferimento in Corsica. Molti dei cognomi che iniziano con ben – bon sono considerati provenire dagli Ebrei presenti in Luni in epoca romana.
In questa immagine dello studioso Antonello Carrucoli si legge a sinistra un simbolo solare di derivazione mesopotamica che si rinviene anche nell'architrave di Codiponte.
Orneto (Val di Vara) – un caso di damnatio memoriae su una via di passo fra la Val di Vara ed il territorio di Pontremoli, verso il Gebel Bardun. Croci potenziate scalpellinate ed appena leggibili
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